Il ruolo di “Al Lavoro”

Il ruolo di "Al Lavoro"

La sfida del nostro presente è sforzarsi di leggere la complessità in cui viviamo per individuare le politiche e le azioni in grado di assicurare anche alle prossime generazioni una prospettiva di crescita, occupazione e benessere.

Per questo, occorre pensare a come stanno cambiando le economie nazionali e i modelli produttivi occidentali e immaginare come cambierà il lavoro, in modo da restituirgli valore economico, sociale, culturale. Per farlo, l’intera dotazione di politiche che caratterizzano il nostro fisco, il nostro sistema di istruzione e formazione, il nostro welfare state va rifondata. E il lavoro in questa direzione è solo iniziato.

Alle tre matrici culturali di cui sopra serve rispondere identificando nelle tre culture politiche italiane – quella liberale, quella cattolica e quella “laburista” i germi di una visione futura del ruolo del lavoro nella nostra società.

A questo serve Al Lavoro, una scatola di pensiero e azione non partitica, che si propone di lavorare dal lato della “domanda politica” per promuovere un dibattito di qualità sul tema del lavoro e dello sviluppo e per creare una diffusa constituency a sostegno dei cambiamenti necessari all’Italia per essere una Repubblica fondata sul lavoro anche nel XXI secolo.

AL LAVORO! non è - e non sarà mai un partito - un movimento politico, o un sindacato e non vincola le realtà di provenienza dei promotori. Non si schiera accanto a un partito o all’altro, ma partecipa al dibattito con creatività, indipendenza, severità.

In un paese in cui il lavoro è terreno di scontri a colpi di cifre o di ideologie, ma mancano nella politica un interesse reale ad analisi adeguate, è il momento di rimettersi in moto per una nuova cultura del lavoro.

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